Manaslu

Gorkha, Nepal

8163 m PD+ (Alpinismo estremo, via normale tecnica su ghiaccio e misto)6–10h (Campo IV → Vetta); ~45–55 giorni (spedizione completa)
Calcola la tua quota

Analisi Ossigeno — Oximeter

34% CriticoOssigeno Disponibile
55-65%SpO₂ tipica in vetta
EstremoRischio AMS
40giorni consigliati

Ossigeno a confronto

🌊 Livello del mare (0 m)100% O₂
🏔️ Manaslu34% O₂
🌍 Everest (8849 m)33% O₂

Preparazione richiesta

Alta quota / tecnico

A 8163 m, con il 34% di ossigeno disponibile, lo sforzo percepito aumenta rispetto al livello del mare.

Come prepararti

  • Attività saltuaria: questa quota richiede esperienza alpinistica e preparazione specifica.
  • Attività regolare: prevedi più giorni di acclimatazione progressiva a quote intermedie.
  • Endurance: la forma fisica da sola non sostituisce l'acclimatazione a queste altitudini.
  • Consulta un medico specializzato in medicina di montagna prima della partenza.

Percorso e Sviluppo

3363 m
Dislivello
10 km
Distanza totale
6–10h (Campo IV → Vetta); ~45–55 giorni (spedizione completa)
Tempo salita
Aprile – Maggio (primavera) e Settembre – Ottobre (autunno)
Periodo

Guida alla Vetta

Ottava vetta del pianeta. Il Manaslu si erge a 8163 metri nel distretto di Gorkha, in Nepal, e il suo nome viene dal sanscrito manasa — spirito, intelletto, anima. Una scelta non casuale per una montagna che mette alla prova prima la testa, poi le gambe. A questa quota, ogni respiro porta ai polmoni appena il 34% dell'ossigeno disponibile a livello del mare. Il corpo funziona, ma a fatica. Sopra gli 8000 metri — la cosiddetta Zona della Morte — non si recupera più nemmeno dormendo. L'obiettivo è salire, toccare la vetta e scendere prima che il deterioramento fisico diventi irreversibile.

Il Manaslu è stato aperto il 9 maggio 1956 dalla spedizione giapponese guidata da Yūichirō Maki: Toshio Imanishi e Gyalzen Norbu Sherpa raggiunsero la vetta nella prima salita assoluta. Ci vollero sei spedizioni giapponesi consecutive prima che ci riuscissero. Questa persistenza racconta qualcosa sulla montagna: non è una passeggiata glaciale, nonostante nella comunità degli alpinisti venga spesso definito il più accessibile tra gli Ottomila. Accessibile, però, in relazione alle bestie del calibro di K2 e Annapurna — non rispetto a qualsiasi altra vetta del mondo.

Scheda Tecnica

DatoValore
Altitudine8163 m s.l.m.
MassiccioMansiri Himal, Himalaya nepalese
NomiManaslu, Kutang I, "Spirito della montagna"
Classificazione8° montagna più alta del mondo
DifficoltàPD+ — alpinismo estremo su neve, ghiaccio e brevi tratti misto
Dislivello da Base Camp3363 m (Base Camp 4800 m → Vetta 8163 m)
Distanza stimata A/R~10 km (via normale, faccia NE)
Tempo dal Campo IV6–10h (C4 → Vetta)
Spedizione completa~45–55 giorni (incluse rotazioni di acclimatamento)
Periodo consigliatoAprile–Maggio / Settembre–Ottobre
Punto di partenzaManaslu Base Camp (4800 m) — avvicinamento da Samagaon (3530 m)
Campi d'alta quotaC1 (5700 m), C2 (6400 m), C3 (6800 m), C4 (7500 m)
Prima salita9 maggio 1956 — Toshio Imanishi e Gyalzen Norbu (Giappone)

Percorso (Via Normale — Faccia Nord-Est)

La via normale del Manaslu percorre la faccia nord-est, raggiungendo il Base Camp da Samagaon (3530 m) attraverso un avvicinamento di circa 5–6 ore su sentiero ben segnato. Dal BC si sale verso la faccia attraverso un ghiacciaio crepacciato, dove si trovano i campi intermedi.

Base Camp → Campo I

4800 m → 5700 m | Dislivello: +900 m | Tempo: 4–6h

Il percorso sale lungo un ghiacciaio con zone di crepacci che variano di stagione in stagione. Le corde fisse iniziano in questa sezione. L'altitudine inizia già a farsi sentire: chi non ha fatto almeno una rotazione completa troverà il respiro più corto del previsto.

Campo I → Campo II

5700 m → 6400 m | Dislivello: +700 m | Tempo: 4–5h

Terreno misto. La sezione include tratti su neve consolidata alternati a brevi passaggi su ghiaccio, con pendenza crescente. Il Campo II è il punto dove si trascorre la maggior parte del tempo nelle rotazioni di acclimatamento — su e giù da qui, finché il corpo non smette di faticare.

Campo II → Campo III

6400 m → 6800 m | Dislivello: +400 m | Tempo: 3–5h

Tra C2 e C3 si attraversa una zona esposta a rischio valanghe che varia a seconda delle condizioni nivologiche della stagione. Questo segmento è corde fisse quasi per intero. La pendenza supera i 45° in più punti.

Campo III → Campo IV

6800 m → 7500 m | Dislivello: +700 m | Tempo: 4–6h

Sopra C3 il terreno si apre su un plateau nevoso inclinato. Le condizioni del vento qui possono fermare tutto — il Manaslu incanalizza il flusso d'aria in modo particolarmente brutale tra i 7000 e i 7500 metri.

Campo IV → Vetta

7500 m → 8163 m | Dislivello: +663 m | Tempo: 6–10h

Si parte di notte — di solito tra mezzanotte e l'1:00. Gli ultimi 600 metri sono su neve ripida e, più in alto, un misto di neve e ghiaccio che richiede concentrazione tecnica anche quando il corpo è già sfinito. La zona sommitale include alcune sezioni di misto che sorprendono chi si aspettava solo neve. L'ossigeno è il 34% di quello al livello del mare. Ogni passo è una trattativa.

Ossigeno e Acclimatamento

A 8163 m la pressione barometrica scende a circa 358 hPa — il 35% circa di quella al livello del mare. L'ossigeno disponibile è il 34%. Non è un discomfort generico: è ipossia seria, con effetti misurabili su coordinazione, giudizio e risposta al freddo.

La SpO₂ tipica in vetta per alpinisti acclimatati con ossigeno supplementare è tra 55 e 65%. Senza integrazione, i valori scendono sotto il 50%, con deterioramento cognitivo significativo. Sopra gli 8000 m il corpo non recupera più durante il sonno. Ogni ora in Zona della Morte brucia riserve che non si ricostituiscono.

Il protocollo standard per il Manaslu prevede almeno 3–4 rotazioni di acclimatamento:

  1. BC → C1 e ritorno (prima rotazione)
  2. BC → C2 e ritorno (seconda rotazione)
  3. BC → C3 o C4 e ritorno (terza rotazione)
  4. Tentativo di vetta dopo finestra meteo favorevole

Non si brucia questo processo. Chi arriva al Base Camp e prova a salire direttamente muore di AMS grave o torna a piedi in barella. Le quote qui non perdonano l'ottimismo.

I sintomi dell'AMS grave a queste quote includono cefalea persistente non responsiva all'ibuprofene, vomito ripetuto, atassia (non riesci a camminare in linea retta), confusione e sonnolenza eccessiva. Se compaiono uno di questi segnali sopra C2 — specialmente l'atassia — la risposta è una sola: scendere immediatamente, senza aspettare di migliorare.

Nota: Queste informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono il consulto con un medico specialista in medicina d'alta quota.

Preparazione

Il Manaslu non è una prima spedizione su un Ottomila. Ma può essere la seconda. Molti alpinisti lo affrontano dopo il Cho Oyu (8188 m), la Piramide Carstensz o un Settemila tecnico come il Denali, come tappa di avanzamento verso K2 o Everest.

Fisicamente: VO₂max consigliato ≥ 55–60 ml/kg/min. La preparazione deve includere uscite plurigiornaliere con zaino pesante (18–22 kg), esposizione al freddo prolungato, e allenamento tecnico su ghiaccio verticale. La stamina cardiovascolare è più critica della forza pura — il Manaslu è lungo, non solo ripido.

Tecnicamente si richiede: padronanza su ghiaccio ripido (fino a 55°), uso fluido di jumar su corde fisse, autonomia con ossigeno supplementare, gestione dell'ipotermia in quota. Le sezioni di misto superiori non sono difficili in assoluto, ma diventano selettive con le dita assiderate a 7800 m.

Equipaggiamento essenziale:

  • Maschera e regolatore d'ossigeno (Poisk o equivalente)
  • Bombole d'ossigeno (3–4 per il tentativo di vetta)
  • Tuta da spedizione certificata fino a −40°C
  • Scarponi doppi per alta quota
  • Ramponi tecnici a 12 punte, assetto rigido
  • Piccozza tecnica
  • Jumar, discensore, imbragatura leggera
  • Radio VHF — obbligatoria

Il costo di una spedizione commerciale organizzata oscilla tra 15.000 e 35.000 USD, inclusi permesso di ascesa Nepal, staff locale, ossigeno, Base Camp services e assicurazione di evacuazione.

Il Manaslu in inverno: il conto aperto di Simone Moro

Il Manaslu non è mai stato scalato in inverno. Non ancora.

Nessun altro alpinista ha legato il proprio nome a questo obiettivo quanto Simone Moro, il bergamasco che ha fatto delle prime invernali sugli Ottomila la sua firma alpinistica. Ha messo in fila quattro prime invernali assolute: Shishapangma (2005), Makalu (2009), Gasherbrum II (2011), Nanga Parbat (2016). Al Manaslu si è presentato almeno sei volte — ogni inverno, tornando a casa senza vetta. È il suo "conto aperto", come lui stesso lo ha definito.

Gli inverni tra il 2015 e il 2022 si sono chiusi tutti allo stesso modo: vento impossibile, pericolo valanghe, seracchi instabili che rendevano la faccia nord-est una roulette russa. Non questione di forma, né di coraggio. Il Manaslu invernale è oggettivamente un'altra categoria rispetto al Manaslu di primavera — i venti incanalarsi lungo la faccia NE a velocità che superano i 150 km/h, con temperature che nelle ore peggiori scendono oltre i −50°C.

Inverno 2024-2025. Moro è tornato con Nima Rinji Sherpa — uno dei giovani sherpa più forti della generazione attuale — e Oswald Rodrigo Pereira, stile alpino puro: niente portatori d'alta quota, niente ossigeno supplementare, niente corde fisse. L'unico modo in cui Moro concepisce queste salite. L'obiettivo era la prima invernale assoluta, senza compromessi.

Non è andata. Prima il meteo ha chiuso ogni finestra: previsioni di vento a 150 km/h sul versante per due settimane. Poi, durante la fase di acclimatamento sul Mera Peak (6476 m), Moro ha avuto un infarto. Ospedalizzato a Kathmandu, operato con angioplastica per liberare un'arteria occlusa. La sua descrizione del recupero — "il flusso sanguigno è aumentato del 45% in cinque giorni, quasi un miracolo" — è da alpinista: misura il corpo come misurerebbe un campo in quota. Si è ripreso. Ha annunciato che ci tornerà.

La storia del Manaslu invernale non è finita. Ma per ora la montagna ha ancora la meglio.


Domande Frequenti

Quanta ossigeno c'è in vetta al Manaslu?

In vetta al Manaslu, a 8163 m, l'ossigeno disponibile è il 34% di quello al livello del mare. La pressione barometrica scende a circa 358 hPa contro i 1013 hPa al mare. Ogni respiro fornisce un terzo dell'ossigeno che stai respirando adesso. Quasi tutte le spedizioni commerciali usano ossigeno supplementare sopra i 7500 m.

Il Manaslu è adatto come primo Ottomila?

Dipende dall'esperienza precedente. Il Manaslu è spesso citato come uno degli Ottomila più accessibili dal punto di vista tecnico — ma richiede comunque esperienza solida su ghiaccio ripido, almeno un Settemila all'attivo e consapevolezza delle dinamiche di alta quota. Chi non ha mai dormito sopra i 6000 m non è pronto per il Manaslu. Il Cho Oyu (8188 m) è generalmente considerato un passaggio più graduale prima di affrontarlo.

Qual è il miglior periodo per scalare il Manaslu?

Ci sono due finestre principali: aprile–maggio (primavera) e settembre–ottobre (autunno). La primavera è statisticamente la stagione con più salite, grazie a finestre di bel tempo più stabili rispetto all'autunno. Il monsone (giugno–agosto) rende la montagna pericolosa per il rischio valanghe. L'inverno è tecnicamente possibile ma frequentato da pochissime spedizioni.

Quante persone hanno scalato il Manaslu?

Al 2025, il Manaslu conta oltre 700 salite in vetta complessive. È una delle frequenze più alte tra gli Ottomila, anche grazie alla relativa accessibilità della via normale. Il tasso di mortalità storico si aggira intorno al 7%, in significativa diminuzione negli ultimi anni con l'uso dell'ossigeno supplementare e le previsioni meteo satellitari.

Quanto dura una spedizione al Manaslu?

Una spedizione completa al Manaslu richiede 45–55 giorni da Kathmandu: trekking di avvicinamento a Samagaon (circa 8–10 giorni), fase di acclimatamento con rotazioni (3–4 settimane), e il tentativo di vetta con la discesa. Non esistono shortcut affidabili per l'acclimatamento — la fisiologia umana non si comprime.

Il Manaslu è pericoloso per le valanghe?

Sì. Il Manaslu ha un profilo di rischio valanghe elevato — specialmente nella sezione tra C2 e C3, che attraversa zone di carica. La valanga del 22 settembre 2012, durante il monsone tardivo, uccise 11 alpinisti sul versante nord-est. Questo ha reso la comunità alpinistica più attenta alla finestra di salita e alla scelta delle condizioni nivologiche. Le spedizioni serie monitorano la stabilità del manto nevoso costantemente.

Pronto per il prossimo passo?
Calcola l'O₂ disponibile e il rischio AMS per la tua quota obiettivo, o esplora vette simili.

Accedi gratuitamente alla guida completa

Inserisci la tua email e ottieni accesso immediato + download PDF

Cosa ti serve su Manaslu

Spedizione ad Alta Quota
Due attrezzi tecnici (piccozza + martello-piccozza a becca curva)
Ramponi 12 punte con antibot (placca antizoccolo)
Scarponi alpinismo termici e impermeabili
Casco omologato UIAA/CE
Vedi su Amazon
Imbrago + longe da ghiacciaio
Vedi su Amazon
Serie completa di viti da ghiaccio (varie lunghezze)
Vedi su Amazon
Due mezze corde (50–60 m)
A.R.VA. + pala + sonda valanghe⚠️ Necessario in inverno e in primavera/autunno con neve fresca — controlla il bollettino valanghe (pericolo ≥ 3)
Vedi su Amazon
Tuta/piumino da alta quota (comfort −20°C/−30°C)
Vedi su Amazon
Sistema campo: tenda + sacco a pelo −30°C
Lampada frontale + batterie di riserva
Vedi su Amazon

Acquistando da questi link sostieni Oxymeter, senza costi extra per te — grazie! In qualità di Affiliato Amazon, Oxymeter guadagna dagli acquisti idonei.

Lista indicativa. Adatta l'equipaggiamento alle condizioni meteo e al tuo livello di esperienza.

Oxymeter ti è stato utile?

Dietro Oxymeter c'è una sola persona: server, dati e ore di lavoro sono autofinanziati, e tutto resta gratuito e senza pubblicità. Se vuoi dare una mano, puoi offrirci un caffè.

Offrici un caffè

Anche un piccolo gesto fa una grande differenza. Grazie!

Apri la pagina per i link aggiornati all'attrezzatura: https://www.oxymeter.it/vetta/manaslu/

Calcola il tuo rischio di mal di montagna

7 domande — stima del rischio AMS secondo le linee guida WMS