Parco Nazionale del Pollino, Calabria/Basilicata, Italia
A 2267 m, con il 76% di ossigeno disponibile, lo sforzo percepito aumenta rispetto al livello del mare.
Tra Calabria e Basilicata, il massiccio del Pollino è un mondo a parte. Non ci sono seggiovie. Non ci sono cartoline ovunque. C'è il bosco, il silenzio degli altopiani, e — se sai dove guardare — i pini loricati, fossili viventi che crescono su queste rocce da secoli. La cima più alta è la Serra Dolcedorme: 2267 metri, il punto più elevato dell'Appennino meridionale e di tutta la Calabria. Ogni respiro lassù porta il 76% dell'ossigeno che hai in pianura. Non è abbastanza per sentirsi male. È abbastanza per sentire che la montagna è vera.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Altitudine | 2267 m s.l.m. |
| Parco | Parco Nazionale del Pollino |
| Regioni | Calabria / Basilicata |
| Difficoltà | EE (Escursionisti Esperti) |
| Dislivello | ~800 m |
| Distanza totale | ~19 km (anello) |
| Tempo totale | ~7h (anello completo con Monte Pollino) |
| Tempo di sola salita | ~3,5–4h |
| Punto di partenza | Colle dell'Impiso (1573 m) |
| Periodo consigliato | Maggio – Ottobre |
| Sentiero | SI 901 / Sentiero dei Carbonai |
Il punto di partenza standard è Colle dell'Impiso (1573 m), nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, raggiungibile da Rotonda (PZ) o da Castrovillari (CS).
Dal Colle si scende leggermente imboccando il Sentiero dei Carbonai in direzione del Piano di Vacquarro Alto. Si attraversa il torrente Frido e si sale ai Piani di Rummo (1680 m), prima grande distesa aperta dove lo sguardo comincia a spaziare. La faggeta accompagna per un lungo tratto, poi si apre improvvisamente il Piano di Toscano: un altopiano carsico ondulato, disseminato di pietre calcaree e pini loricati. È il momento più bello dell'escursione. Fermati. Guarda.
Si attraversa il Piano in direzione sud-est, si passa vicino all'inghiottitoio Fossa del Lupo (1774 m) e si risale verso la Sella Dolcedorme (1980 m), la forcella che separa la Serra Dolcedorme dal Monte Pollino. Da qui l'ultimo tratto: pendio erboso con ometti cairn, pini loricati aggrappati alle rocce, e la cima a portata di mano. La Serra Dolcedorme (2267 m) è la vetta più alta dell'Appennino meridionale.
Per il ritorno (anello completo) si scende alla sella e si percorre la cresta sud-ovest fino al Monte Pollino (2248 m), poi giù al Piano di Gaudolino (1706 m) e rientro a Colle dell'Impiso attraverso la sorgente Spezzavummula.
Nota: il percorso non è tecnicamente difficile, ma è lungo e si sviluppa in ambiente selvaggio senza rifugi. Partenza non oltre le 8:00.
A 2267 metri la pressione atmosferica scende a circa 769 hPa rispetto ai 1013 hPa del mare. Ogni respiro porta il 24% di ossigeno in meno rispetto alla pianura. Il corpo lo avverte: la frequenza cardiaca a riposo può salire di 10–15 bpm nelle prime ore, il passo si regola da solo, la testa lavora a ritmo diverso.
La saturazione di ossigeno nel sangue (SpO₂) per un adulto sano si attesta tipicamente tra 93 e 97% a questa quota — valori nella norma. Il rischio di Mal di Montagna Acuto è basso: l'AMS si manifesta prevalentemente sopra i 2500 m con pernottamento in quota, e il Pollino si sale in giornata. Nessun acclimatamento preventivo è necessario.
Chi ha patologie cardiache o respiratorie è consigliato di sentire il proprio medico prima di escursioni sopra i 2000 m. Per tutti gli altri, valgono le regole di sempre: bevi prima di avere sete (almeno 1,5 litri), non forzare il ritmo nella prima ora, ascolta il corpo.
Queste informazioni sono di carattere generale e non sostituiscono il parere medico.
Equipaggiamento essenziale:
Periodo migliore: da giugno a ottobre. A maggio possono esserci ancora nevai residui alla Sella Dolcedorme. L'estate è lunga e soleggiata, ma i temporali pomeridiani arrivano veloci: partenza entro le 7:30–8:00. Settembre e ottobre sono forse i mesi migliori: meno caldo, visibilità eccellente, pini loricati dorati contro il cielo azzurro.
Difficoltà reale: il grado EE significa che il percorso richiede esperienza escursionistica, buon orientamento e autonomia. Nessun passaggio tecnico o alpinistico, ma la lunghezza (7h, 19 km, 800 m D+) e l'ambiente isolato non sono da sottovalutare. Non è adatto a chi non ha mai fatto giornate lunghe in montagna.
In cima alla Serra Dolcedorme (2267 m) l'ossigeno disponibile è il 76% di quello al livello del mare, calcolato con la formula ICAO Standard Atmosphere. Ogni respiro porta circa il 24% di O₂ in meno rispetto alla pianura. La saturazione di ossigeno nel sangue (SpO₂) per un adulto sano si attesta tipicamente tra 93 e 97% — valori nella norma. La differenza si avverte sotto sforzo sostenuto, ma non è sufficiente a causare mal di montagna in una salita in giornata.
Il rischio è basso. Il Mal di Montagna Acuto si sviluppa prevalentemente sopra i 2500 m con pernottamento in quota, e la Serra Dolcedorme a 2267 m si sale in giornata senza fermarsi a dormire in alta quota. I sintomi da monitorare sono cefalea persistente, nausea e affaticamento sproporzionato allo sforzo. Se compaiono, la risposta giusta è una sola: scendi. Rapidamente.
Il punto di partenza più usato è Colle dell'Impiso (1573 m), nel Parco Nazionale del Pollino. È raggiungibile in auto da Rotonda (PZ) in circa 30 minuti o da Castrovillari (CS) in circa 40 minuti. Il parcheggio è libero. Non ci sono mezzi pubblici pratici per arrivare al Colle.
Dal Colle dell'Impiso alla vetta: circa 3,5–4 ore per un escursionista mediamente allenato. L'anello completo (con Monte Pollino e rientro via Piano di Gaudolino) è circa 7 ore totali. Uscire entro le 8 del mattino è la regola: il percorso è lungo e i temporali pomeridiani estivi possono arrivare in fretta.
No, almeno non questa escursione. Il grado EE richiede esperienza in escursionismo, capacità di orientarsi su sentieri non sempre segnati, e resistenza per giornate lunghe. Per chi inizia, il Pollino offre percorsi più corti e meno impegnativi — chiedi in loco o alle sezioni CAI di riferimento. La Serra Dolcedorme è una tappa per chi ha già un po' di montagna nelle gambe.
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