La percentuale di ossigeno nell'aria è sempre il 20,9%, a qualsiasi quota. A cambiare è la pressione che lo spinge nei polmoni: a 3.000 metri ogni respiro ti porta il 69% dell'ossigeno che riceveresti al livello del mare, a 5.000 metri il 53%, in cima all'Everest il 31%.

Qui sotto la tabella completa, quota per quota, calcolata con il modello ISA (ISO 2533:1975) — lo stesso del calcolatore Oxymeter.

La tabella completa: ossigeno da 0 a 8.848 m

Altitudine (m)O₂ disponibile (%)SpO₂ tipica non acclimatatoRiferimentoPressione (hPa)Rischio AMS a parità di profilo di salitaO₂ equivalente (%)
0 — livello del mare100%98–99%Livello del mare1013Nessuno20,9%
50094%98–99%Collina955Nessuno19,6%
1.00089%97–98%Paesi di montagna899Minimo18,6%
1.50083%96–97%Fondovalle alpini846Minimo17,3%
2.00078%94–96%Stazioni sciistiche795Minimo16,3%
2.50074%92–95%Soglia rischio AMS747Lieve15,5%
3.00069%90–94%Rifugi d'alta quota701Lieve–Moderato14,4%
3.50065%88–92%Rifugio Torino (3.375 m)658Moderato13,6%
4.00061%85–90%Cervino (4.478 m)616Moderato–Elevato12,7%
4.50057%82–87%Capanna Margherita (4.554 m)577Elevato11,9%
5.00053%80–85%Campo Base Everest (5.364 m)540Elevato11,1%
5.50050%77–83%Monte Elbrus (5.642 m)506Elevato10,5%
6.00047%74–80%Kilimanjaro (5.895 m)472Molto elevato9,8%
6.96242%68–76%Aconcagua426Molto elevato8,8%
7.00041%67–75%Campi alti himalayani411Molto elevato8,6%
8.00035%59–68%Inizio zona della morte356Estremo7,3%
8.84831%55–65%Everest314Estremo6,5%

Dati calcolati con il modello ISA (ISO 2533:1975). I valori SpO₂ sono medie su adulti sani non acclimatati: chi è acclimatato legge 3–8 punti percentuali in più alla stessa quota.

Come leggere l'O₂ disponibile. L'89% a 1.000 m significa 89% dell'ossigeno che respiri al livello del mare — equivalente a un'aria al 18,6% di O₂ a pressione di pianura. È il numero che il settore chiama ossigeno equivalente, e lo trovi nella colonna omonima aprendo tutti i parametri.

Dove il modello si ferma. ISA descrive un'atmosfera standard: alle quote estreme e alle basse latitudini la pressione reale è più alta di quella prevista (sull'Everest circa 253 torr misurati contro i 236 torr da modello), differenza sufficiente a rendere possibile la salita senza ossigeno supplementare. Le righe sopra gli 8.000 m sono quindi pessimistiche rispetto a una spedizione pre-monsonica.

La regola che conta davvero. Sopra i 3.000 m: non più di 500 metri di guadagno al giorno nella quota di pernottamento, con un giorno di riposo ogni 3–4. Il rischio dipende dal profilo di salita e dalla tua storia personale, non dalla quota in sé — per questo la colonna "Rischio AMS" vale solo a parità di profilo, e sta fra i parametri secondari.

Calcola l'ossigeno alla tua quota → — la tabella procede a scatti di 500 metri, la tua meta quasi mai. Inserisci la quota esatta, o lascia leggere il GPS: pressione, ossigeno disponibile e SpO₂ attesa per quel punto preciso.

Percentuale di ossigeno nell'aria: quanto è davvero

L'aria che respiri è ossigeno al 20,9%. Sempre. In spiaggia, sul Monte Bianco, in cima all'Everest: circa 78% azoto, 20,9% ossigeno, il resto argon e tracce. Il numero è uno solo e non dipende dalla quota.

Allora perché in alto si soffoca? Perché conta la pressione, non la percentuale. Al livello del mare l'atmosfera preme con circa 1013 hPa e stipa molte molecole in ogni litro d'aria; a 5.000 metri la pressione è quasi dimezzata, e con essa il numero di molecole di O₂ che entrano nei polmoni a ogni respiro. Stessa percentuale, metà del carburante.

Come si calcola l'ossigeno disponibile in quota

L'ossigeno disponibile è il rapporto fra la pressione a quella quota e quella al livello del mare, ricavato dalla formula barometrica del modello ISA. Il calcolatore di Oxymeter la applica in tempo reale a qualsiasi quota tu inserisca.

La formula, per chi la vuole
P = P₀ × [(T₀ − L × h) / T₀]^(g·M / R·L)
  • P₀ = 101.325 Pa (pressione al livello del mare)
  • T₀ = 288,15 K (temperatura standard)
  • L = 0,0065 K/m (gradiente termico)
  • g = 9,80665 m/s² (accelerazione di gravità)
  • M = 0,0289644 kg/mol (massa molare dell'aria)
  • R = 8,31447 J/(mol·K) (costante dei gas)

A diminuire con la quota è la pressione parziale dell'ossigeno (pO₂): al livello del mare è circa 21 kPa, a 8.848 m scende a 6,6 kPa.

Ossigeno e saturazione quota per quota: da 1.000 a 8.848 m

Non serve l'Himalaya per vedere il pulsossimetro muoversi: anche una gita al rifugio abbassa la saturazione, di poco ma in modo misurabile. Qui la traduzione pratica dei numeri della tabella, fascia per fascia, per un soggetto sano non acclimatato.

Fino a 2.000 m — nessun effetto pratico

Dall'89% a 1.000 m al 78% a 2.000 m, la SpO₂ resta fra 94 e 98%: è la quota dei paesi di montagna e delle stazioni sciistiche, e il corpo la gestisce senza compensare. Se un pulsossimetro segna meno del 95% a 1.000 m, il problema non è l'altitudine. L'unico effetto reale compare la prima notte a 2.000 m dopo una salita veloce in auto o in funivia: si dorme peggio. È lì che vale la pena rallentare il ritmo di salita.

2.500–3.000 m — i primi segnali

È la quota-spartiacque: da qui in su il rischio di AMS è concreto e l'acclimatamento smette di essere un dettaglio. L'ossigeno disponibile scende dal 74% al 69%, la SpO₂ dal 92–95% al 90–94% — il primo valore che resta stabilmente sotto il 95%. Non è un allarme: è il corpo che compensa, aumentando frequenza respiratoria e battito. Una lettura di 91% a 3.000 m è normale; a casa preoccuperebbe, qui va letta nel contesto. Ci si arriva prima di quanto sembri: al Rifugio Torino (3.375 m) si sale in funivia in venti minuti.

3.500–4.500 m — la fascia delle Alpi

Qui l'ossigeno disponibile passa dal 65% al 57% e senza acclimatamento la SpO₂ tocca l'85%, la soglia che molti medici considerano il limite inferiore della normalità. È la fascia delle grandi vette alpine: Monte Bianco (4.810 m), Cervino (4.478 m), Capanna Margherita (4.554 m). Salire ai 4.000 nella stessa giornata in cui si parte dalla valle è il modo più rapido per collezionare mal di testa e nausea: è la situazione in cui vale la pena aver pianificato l'acclimatamento e, dove indicato, valutato col medico la profilassi con Diamox. In questa fascia cambia anche il sole: più quota significa più ultravioletti, e sui ghiacciai la neve li rimanda verso il viso — ecco quanto aumentano i raggi UV fascia per fascia.

4.500–6.000 m — serve un protocollo

Poco più della metà: a 5.000 metri l'ossigeno disponibile è il 53% del livello del mare, la quota del Campo Base dell'Everest (5.364 m). La saturazione non acclimatata si assesta sull'80–85% e a 6.000 m scende sotto l'80%. In questa fascia stanno il Kilimanjaro (5.895 m) e il Monte Elbrus (5.642 m), la vetta più alta d'Europa: nessuna delle due si affronta senza un protocollo di acclimatamento strutturato — per l'Elbrus servono almeno 7–10 giorni di permanenza progressiva.

Sopra gli 8.000 m — la zona della morte

Sopra gli 8.000 m il corpo umano non riesce ad acclimatarsi: consuma più di quanto recuperi. Chi scala senza ossigeno supplementare si affida a un acclimatamento estremo e a soggiorni brevissimi. Anche negli alpinisti più preparati la SpO₂ scende a 55–65%.

Saturazione SpO₂: i valori di riferimento

La SpO₂ è il dato che misura un pulsossimetro. Un numero basso in quota non è di per sé un allarme: conta se è basso rispetto a quanto atteso per quell'altitudine e se compaiono sintomi. Confronta sempre la lettura con la colonna "SpO₂ tipica" della tabella sopra, non con i valori di pianura.

SpO₂Interpretazione in quota
≥ 95%Normale per le quote fino a 2.000–2.500 m
90–94%Atteso sopra i 2.500–3.500 m, da monitorare
85–89%In linea con i 4.000 m; sotto i 3.000 m è sproporzionato — riposo, nessuna ulteriore salita
Bassa per la quota e con sintomiMal di testa, atassia, dispnea a riposo: si scende, senza aspettare conferme — vedi HACE e HAPE

Leggi la guida su come usare il pulsossimetro in montagna per evitare gli errori di lettura più comuni, e la guida ai migliori modelli se ancora non ne hai uno.

Due modelli da dito adatti alla quota, entrambi certificati CE IIa con accuratezza dichiarata ±2%:

  • Beurer PO30 — mostra l'indice di perfusione a display. Funziona da 5°C in su: in quota va tenuto in una tasca interna, non nello zaino.
  • Contec CMS50D — dichiarato operativo da 0°C, adatto alla misura del mattino in tenda o in rifugio.

Come conoscere la tua quota esatta

La tabella serve solo se sai a che quota ti trovi davvero. Le app GPS dello smartphone sono ottimizzate per la posizione orizzontale, non per quella verticale, e possono sbagliare di 50–100 metri.

Gratis — lo strumento Oxymeter. Apri il calcolatore Oxymeter, lascia che legga la posizione GPS e ottieni quota, percentuale di ossigeno e SpO₂ attesa per quel punto. È una Progressive Web App: installala dal menu del browser e continua a funzionare offline, sopra il limite del bosco.

Preciso e offline — un orologio con altimetro barometrico. Un orologio ABC (altimetro-barometro-bussola) ricava la quota dalla pressione dell'aria, funziona senza segnale e traccia la velocità di ascesa — il dato più utile per dosare l'acclimatamento. I riferimenti attuali:

  • Garmin Instinct 2 — robusto, settimane di autonomia, il riferimento per rapporto qualità-prezzo tra gli orologi ABC
  • Garmin Fenix 8 — mappe topografiche complete, altimetro barometrico e Pulse Ox in un unico dispositivo
  • Suunto 9 Peak — leggero, ottima precisione barometrica, molto diffuso sulle Alpi
  • Coros Apex 2 Pro — autonomia eccezionale per spedizioni di più settimane

Da pressione atmosferica a quota: tabella hPa → metri

A volte parti dal dato opposto: un barometro o un bollettino ti danno la pressione e vuoi sapere a che altitudine corrisponde. Livelli come 850 hPa o 500 hPa non sono numeri a caso: sono le quote isobariche standard che i meteorologi usano per descrivere l'atmosfera.

Trovi la tabella inversa completa — undici livelli da 1013 a 500 hPa, con la formula e il perché lo stesso valore in hPa corrisponde a quote leggermente diverse a seconda del meteo — in Pressione atmosferica e quota: da hPa a metri.

Domande Frequenti

La percentuale di ossigeno nell'aria cambia con l'altitudine?

No — la composizione rimane al 20,9% di O₂ a ogni quota. Quello che diminuisce è la pressione parziale: ogni atto respiratorio introduce meno molecole di ossigeno nei polmoni. Per questo la quota conta, non la composizione dell'aria.

Quanto diminuisce l'ossigeno con l'altitudine?

Circa il 10% ogni mille metri, nelle quote medie. Si parte dall'89% a 1.000 m, si passa al 69% a 3.000 m, al 53% a 5.000 m. A non cambiare è la percentuale di O₂ nell'aria — resta il 20,9% ovunque. A calare è la pressione, che spinge sempre meno ossigeno nei polmoni a ogni respiro.

A che quota inizia il rischio di mal di montagna?

Sopra i 2.500 metri il rischio diventa concreto, ma dipende dal profilo di salita più che dalla quota. Le linee guida WMS 2024 lo fanno derivare da quattro fattori: storia personale di AMS, quota di destinazione, velocità di salita e giorni di acclimatamento disponibili. La regola operativa: sopra i 3.000 m non più di 500 metri di guadagno al giorno nella quota di pernottamento, con un giorno di riposo ogni 3–4.

Qual è la saturazione di ossigeno in alta montagna?

Dipende dalla quota. Una SpO₂ di 90–94% è normale tra 2.500 e 3.500 m; a 4.000 m senza acclimatamento è tipico leggere 85–90% — un valore che a casa preoccuperebbe. Il numero da solo non decide: conta se è basso rispetto all'atteso per quella quota e se compaiono sintomi.

A quanti metri corrispondono 850 hPa?

Circa 1.460 metri sul modello ISA. Il livello di 850 hPa è uno dei riferimenti isobarici standard della meteorologia e cade in media montagna: l'ossigeno disponibile è ancora l'83–84% del livello del mare. Per la tabella completa hPa → metri, vedi pressione atmosferica e quota.


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